martedì 1 luglio 2014

Gigolò per caso [Recensione]


GIGOLO' PER CASO 


Fioravante e Murray, due amici per la pelle in condizioni economiche precarie, per sbarcare il lunario decidono di cimentarsi con il mestiere più antico del mondo. L'uno (John Turturro) nei panni di un gigolò, l'altro (Woody Allen) nel ruolo di manager. Con il nome d'arte Virgil, Fioravante si destreggia tra un ménage a trois con due avvenenti signore alla ricerca di emozioni forti (Sharon Stone e Sofia Vergara) e gli incontri ben più casti con Avigal, vedova di un rispettato Rabbino, rimasta sola con i figli, i ricordi di una vita vissuta nel mondo chiuso della comunità chassidica e un disperato bisogno di scoprire cose nuove. Mentre Fioravante viene messo in crisi dai sentimenti che quest'ultima suscita in lui, ignaro della gelosia di Dovi (Liev Schreiber), chassidico innamorato di lei fin da quando era ragazzo, Bongo (pseudonimo di Murray) scopre che non è poi così facile essere un protettore...

John Turturro, come attore, ha dato vita ad alcuni tra i personaggi più famosi e di culto dell’intero panorama cinematografico. Tra i tanti, giusto per citare, si ricordano l’eccezionale Jesus, giocatore di bowling pedofilo e strambo in “Il Grande Lebowski”, lo scrittore di teatro tormentato e in cerca di successo in “Barton Fink” o il figlio razzista di Danny Aiello in “Fa La Cosa Giusta”.
Turturro è un tutto fare, e alla luce di ciò spesso lo si vede non solo davanti, ma anche dietro la macchina da presa. E’ quello che accade in questo film, ultima sua fatica da regista oltre che da sceneggiatore. A dire la verità, i precedenti exploit di Turturro non avevano dato l’impressione di un regista capace di trasmettere molto o di rompere gli schemi e riscrivere i clichè a modo suo, ma aveva comunque confezionato delle opere dignitose. 
A questo giro si presenta con un paio di nomi da capogiro a comporre il cast, primo fra tutti Woody Allen come co-protagonista, che non recitava sotto direzione di un altro regista da almeno 14 anni. Completano poi Sharon Stone, Sofia Vergara e Liev Schreiber.  


Con delle star così note, si direbbe, il flop dovrebbe essere assicurato in quanto si rischia di avere troppa carne al fuoco. Neanche a dirlo, però, Turturro tira fuori il suo miglior film e sorprende come sia stato capace a trattare un tema così spinto come la prostituzione maschile in maniera così leggera e divertente. Tutto il film è permeato da un’atmosfera di grazia e delicatezza, di voglia di non scadere mai nel volgare come molte commedie recenti. Gigolò Per Caso serve anche a dimostrare che non devi avere necessariamente il sesso, per fare un buon film sul sesso. Ovviamente quest’ultimo è presente, ma mai mostrato veramente del tutto o accentuato, perché appunto non ce n’è bisogno non è l’aspetto principale su cui il film vuole soffermarsi. 

Sono invece l’amicizia, la fedeltà reciproca e la fede in generale i temi su cui la pellicola gira attorno, e spesso centra. Ed è proprio in questo che tutto funziona, nella rappresentazione dell’amicizia vera e sincera tra i due protagonisti che teoricamente dovrebbero essere nullità, pochezze della società, ma trovano, aiutandosi a vicenda, un modo per non essere poi così “ordinari”. 
Il film scorre piacevolmente e regala alcuni momenti drammatici e commoventi, che sottolineano ancor di più l’apparente superficialità dei suoi protagonisti, ma che infatti apparente rimane poiché sono scritti talmente bene e con tanta perizia e minuziosità, che a fine film è impossibile non affezionarsi e non provare apprensione per le vicissitudini dei nostri “Eroi”. Perché in fondo è questo che ci viene detto, una volta finita la misera ora e mezza di spettacolo, bisogna continuare ad essere, o credere di essere, dei piccoli eroi nel nostro altrettanto piccolo universo. 


Voto: 7
Consigliato: Sì

Recensione realizzata da Mauro Pagano

Nessun commento:

Posta un commento

© 2014 EMPIRE OF CINEMA fa parte di Io Posto!