1. Il Buono Il Brutto E Il Cattivo
2. C’era Una Volta Il West
3. Il Grande Silenzio
4. Il Mucchio Selvaggio
5. Per Un Pugno Di Dollari
6. Per qualche Dollaro In Più
7. Ombre Rosse
8. Lo Chiamavano Trinità
9. Sartana
10. Django
Per realizzare questa top 10 ci ho messo davvero un bel po’, per il semplice motivo che fino ad un anno fa a me il Western faceva proprio schifo.
No, davvero, roba che quando vedevo dei saloon o dei pistoleri in tv, cambiavo di scatto canale tanto mi erano antipatici.
Non ne riuscivo a cogliere il senso, due ore e mezza di tizi che si guardano e si sparano. Che palle eh.
Poi, c’è un poi.
Una domenica noiosissima, non avendo nulla da fare, misi su quella (ormai) reliquia storica che è il DVD de “Il Buono Il Brutto E Il Cattivo” appartenente a mio padre e mi auto convinsi che per giudicare effettivamente avrei dovuto per una volta fare il “sacrificio” di vedere uno di quei film.
Fu amore a prima vista, ed è per questo che inserisco la pellicola al primo posto della mia top.
Dall’alto delle mie otto visioni della suddetta opera, posso affermare di non avere ancora trovato un difetto che sia uno, del resto qui si parla di Sergio Leone, mica merda eh.
Insomma, quando hai Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef e la mano più abile (e veloce) di Cinecittà, è difficile che non scappi un capolavoro.
La trama la conoscono anche le pietre, ma riesce a sorprendere ad ogni visione sempre di più in quanto ad originalità e fantasia.
Perla rara.
Al secondo posto abbiamo ancora, manco a dirlo, il maestro Leone.
Con C’Era Una Volta Il West ci spostiamo verso territori più contemplativi, lenti e riflessivi.
E’ un film fatto di sguardi, di facce, di sensazioni, di percezioni, e di Claudia Cardinale.
Menzioni di bellezza a parte, molte sono le sequenze memorabili del film (vedi quella iniziale) ed anche le interpretazioni e, ovviamente, la messa in scena.
Dalla visione se ne esce estasiati, ma anche nel bel mezzo di molte riflessioni e domande che il film ci fa porre.
Il bronzo spetta ad una delle entry più particolari del generi, Il Grande Silenzio. Sergio Corbucci è un altro grande del cinema italiano ed in particolare dello spaghetti western (suo è infatti Django, presente in questa lista) e ciò lo si nota dal tipo di film che quello in questione è.
Una tempesta di neve costringe dei fuorilegge risiedenti in montagna a scendere giù a valle, scatenando così il fiuto dei cacciatori di taglie che daranno il via ad una caccia all'aperto.
Partendo da questo originale soggetto, il film di Corbucci si sviluppa e rivela in una maniera insolita agli Spaghetti Western, muovendosi su territori gelati, ghiacciati e freddi rispetto allo standard di genere che vede come scenari cittadine e villaggi caratterizzati da climi torridi e caldo palpabile.
E’ freddo, tutto freddo, compreso il protagonista, lo svolgimento ed il realismo con cui ci viene riportata la vicenda.
Ingiustamente sottovalutato.
Top 10 realizzata da Mauro Pagano
1) Trilogia del Dollaro
2) Non è un paese per vecchi
3) Django (Corbucci)
4) Quien Sabe?
5) Django Unchained
6) Il Grinta (remake)
7) L’assassinio di Jesse James per mano del codardo
Robert Ford
8) Pronti a morire
9) Quel treno per Yuma (remake)
10) Impiccalo più in alto
Premessa: mi dispiace per la quasi totale assenza di “Western classici” nel
senso proprio del termine in questa top. La verità è che il western classico, o
all'americana, non mi è mai piaciuto. Nonostante ciò, ho inserito due remake di
western classici, in quanto credo che nella loro ri-elaborazione, questi film
abbiano perso i loro caratteri più radicali da “western Hollywoodiano”,
imparando molto dall'esperienza Spaghetti Western, e generando una sorta di
genere ibrido. O forse è solo una mia sega mentale…
Trilogia del Dollaro
Sergio Leone era un genio, questo è un
dato di fatto. Se lui non avesse girato questi film, probabilmente il western
sarebbe rimasto a John Wayne che spara gli indiani e si toglie il cappello di
fronte alle signorine. E invece no. Leone stravolge ogni canone, trasformano
gli eroi buonisti di tradizione hollywoodiana in bifolchi senza onore né pietà,
in cerca solo di “un pugno di dollari”. Il monco (personaggio ormai storico nel
cinema mondiale) non è un “buono” come suggerisce il titolo del terzo film,
bensì uno sporco bastardo egoista capace di sparare chiunque si frapponga fra
lui e una borsa di soldi (o quasi).
Con Leone viene spazzato via ogni stereotipo del genere, sia dal punto di vista
della regia che da quello dei personaggi iconici, e crea una nuova tendenza.
D'altronde ci sarà un motivo se si dice “Italians do it better”, mica cazzi..
Non è un paese per vecchi
I Coen firmano la migliore caccia
all'uomo mai vista su schermo (opinione personale). Non un momento tranquillo
in questo film, solo una sfida senza tregua, una gara d’astuzia e abilità tra
un anti-eroe americano e il suo spietato antagonista. Come nella tradizione
italiana, i Coen non lasciano spazio al buonismo, ne alla morale, ne tanto meno
al lieto fine. Nulla infatti si risolve in questo film, tutto rimane in
sospeso, lasciando lo spettatore smarrito e privo di risposte. Ottima
l’interpretazione di Bardem, a cui consegue una delle pochissime vittorie
corrette nella storia degli Oscars. Ottima la sceneggiatura, che riesce a
variare tra dialoghi serrati a silenzi altrettanto ricchi di suspence, fino a
scene di esecuzioni di morte fredde e agghiaccianti. E chi se ne fotte se non è
ambientato nel 1800!
Django
Un altro western italiano sul podio. Ingiustamente
sottovalutato (notevolmente messo in secondo piano dopo l’ultimo film di
Tarantino), questo film, come quelli di Leone, racchiude forti elementi di
innovazione e di ispirazione per i posteri. Uno dei primissimi western a
mostrare scene di violenza inaudita (si pensi alla fustigazione, il taglio
dell’orecchio, la frattura delle dita), insieme alla costruzione di uno storico
personaggio interpretato da Franco Nero e ad epiche scene di scontri armati,
Django costituisce un’enorme esempio di western inimitabile.
Top 10 realizzata da Fabio Osvaldo Carta






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