sabato 15 novembre 2014

Top 10 Stanley Kubrick Films


  1. Arancia Meccanica
  2. Shining
  3. Il Dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba
  4. Eyes Whide Shut
  5. Barry Lyndon
  6. 2001- Odissea Nello Spazio
  7. Orizzonti di Gloria
  8. Full Metal Jacket
  9. Rapina a mano armata
  10. Spartacus


Arancia Meccanica

Scelta banale, ne sono più che consapevole, mi sarebbe piaciuto tanto poter mettere al posto suo la seconda o la terza posizione, ma non posso. Non posso non pensare a quell'incipit perfetto, con il primo piano sull'espressione diabolica di McDowell, quello zoom inverso che trasforma quel primo piano in una panoramica, mostrando una delle più inquietanti e suggestive sceneggiature di tutti i tempi, il Korova Milk Bar, con l’altrettanto inquietante Funeral Of The Queen Mary in sottofondo. E i drughi che avanzano, illuminati alle spalle, proiettando le loro ombre gigantesche sul vecchio che stanno per castigare? Le scopate folli di Alex velocizzate e accompagnate dalla musica classica? Alex che stupra la moglie dello scrittore cantando Singing in the rain? E il pestaggio dei drughi sul lago a rallentatore? E la cura Lodovico? E Alex che si immedesima leggendo la Bibbia? 
E come se tutte queste immagini esteticamente potenti non bastassero a partorire un capolavoro, ci sono tutte le implicazioni etiche e morali che Burgess (e Kubrick con lui) portano avanti in quei 131 minuti. E per “morali”, attenzione, non stiamo parlando di Steven Spielberg che racconta ai bambini la favoletta sulla schiavitù o sulla seconda guerra mondiale per fargli apprendere i valori della buona società, stiamo parlando di un’opera profonda quanto provocatoria e audace sulla natura dell’uomo, sul libero arbitrio e sul moralismo ipocrita della società e del governo. Stiamo parlando di un’opera capace di disgustare e inquietare profondamente qualsiasi spettatore che ragioni veramente su ciò che sta guardando, il quale però non può evitare di rimanerne affascinato. In parte per la perfezione della sceneggiatura, in parte per la spaventosa interpretazione del grande Malcolm McDowell, Alex DeLarge infatti non è solo uno dei luridi figli di puttana più affascinanti mai visti al cinema, ma risulta addirittura simpaticissimo nella sua sincerità di manigoldo, contrapposto alla faccia buonista del governo, che finisce per essere violento al pari di lui, ma legalmente giustificato in ogni suo abuso.
 In poche parole, un film divertente (Perché sebbene non ci sia proprio nulla da ridere, Kubrick è capace di tirare fuori il peggio dagli spettatori, e fargli ridere di omicidi, pestaggi e stupri) quanto agghiacciante, profondo nei contenuti quanto incisivo nelle immagini. Con A Clockwork Orange, Kubrick si conferma uno dei registi, ma soprattutto uno degli sceneggiatori, migliori di sempre, e se proprio siamo convinti che la perfezione non esista, questo si avvicina parecchio. 


Shining

Piccola premessa, non ho mai letto Shining, quindi non mi esprimerò affatto su qualsivoglia paragone tra libro e film, anche perché, fondamentalmente, ho sempre pensato che il cinema sia una forma d’arte completamente libera, come lo sia la letteratura, e quando capita che ci si ispiri a un libro per fare un film, onestamente penso che sostenere che la fedeltà all'opera originale sia un parametro per valutare un’opera non abbia il minimo senso, il film si giudica per quello che è, non per le mancate aspettative di come noi vorremmo che sia.
Che dire su Shining? È un film horror, e in quanto tale funziona sotto ogni aspetto: L’atmosfera è perfetta, e sì, fa paura. Fa paura non nel senso comune che intendiamo oggi per un horror, ovvero il classico momento “Buh!” dove parte la musica altissima, esce il mostro cattivo all’improvviso, non ce l’aspettiamo e sobbalziamo. No, Kubrick non si avvale di questi trucchetti da horror dozzinale, Kubrick ti fa entrare nell'Overlook Hotel, ti fa sentire a tuo agio lì dentro, ti fa entrare nel contesto familiare molto simpatico, e poi, lentamente, inizia a rendere tutto quanto più teso, instaurarti il sospetto che ci sia qualcosa che non vada, tutto inizia a diventare sempre più “inusuale”, destabilizzante, fino a quando, rincorrendo con la steady cam un bambino che corre col triciclo, tu spettatore sei veramente in ansia e attendi che accadano le peggio cose. Ed è qui che vedi le bambine fatte a pezzi nel corridoio, le scale dell’albergo che si riempiono di sangue irrazionalmente e la follia che si instaura nello sguardo insostenibile di Jack Torrance (interpretato qui da un Nicholson spaventoso al massimo delle sue capacità). A questo proposito, anche se non ho letto il libro, quando leggo che un certo Stephen King si lamenta della resa del personaggio di Torrance, e di un’interpretazione che considera “una riproposizione di Easy Rider”, io non rinuncio a dare al signor King dell’imbecille irriconoscente.
E niente, vorrei dire tanto altro ma ho già speso tante parole per Arancia Meccanica. Probabilmente un giorno lo recensiremo.. recensiremo entrambi. 


Il Dottor Stranamore

Ora, se mi metto anche a descrivere Il Dottor Stranamore, finisco veramente per diventare noioso e fin troppo ovvio. Anche perché, per chi l’ha visto, che senso ha fare discorsi sulla versatilità di Peter Sellers nei tre ruoli che interpreta, o sulla genialità e ferocia della satira che l’autore fa sulla geopolitica della guerra fredda, sulla ridicolizzazione delle forze armate e sul ruolo della politica internazionale di fronte alla follia del conflitto nucleare? Che senso ha far messe di palme e d’allori su quanto Kubrick sia stato grande nel saper trattare lo sterminio dell’umanità intera, nel periodo in cui la paura della bomba atomica era all’apice, e farlo con un’ironia così potente, dissacrante e audace? 
Lascerò che sia l’immagine qui sotto a parlare per me. 


Top 10 realizzata da Fabio Osvaldo Carta


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