venerdì 17 ottobre 2014

Il fuoco della vendetta - Out of the Furnace


IL FUOCO DELLA VENDETTA 


Russel Baze, appena uscito di prigione dopo aver scontato una lunga condanna per omicidio colposo, intende sposare la sua ragazza Lena e mantenere fede alla promessa a lei fatta. Tutto cambia però quando scopre che suo fratello minore, coinvolto da tempo in un giro di scommesse clandestine gestito da un allibratore locale è stato ucciso per un regolamento di conti per mano del delinquente sociopatico Harlan DeGroa. Da quel momento il sentimento di rabbia in Russel pervade, al punto che inizia un'inesorabile discesa lungo la strada della vendetta in cui né l'amore per Lena né gli ammonimenti dello sceriffo Wesley Barnes potranno sedare il suo animo inquieto.

Fratellanza, gelosia, violenza celata, sono i temi che percorrono questo film diretto dal praticamente novello Scott Cooper, autore nel 2009 di un film mediamente valido come “Crazy Heat”, o se preferite, “Due Ore A Lezione Di Recitazione Da Jeff Bridges”. 
Il Fuoco Della Vendetta è un film apparentemente più rinomato per quanto riguarda il cast complessivo rispetto alla prima pellicola del regista (Christian Bale, Woody Harrelson, Casey Affleck, Willem Dafoe, Forest Whitaker, mica cazzi) e quindi, come qualcuno o qualche legge cinematografica non scritta ha tristemente stabilito, le probabilità di vedere un filmaccio sono molte. 
E invece, chi entrerà in sala per vedere l’ultima fatica di Cooper, si ritroverà dopo pochi minuti consapevole di essere davanti ad un’opera tutt'altro che pomposa o pretenziosa. La storia, come detto sopra, è fonte di identificazione per tutti, sia per il rapporto tra i due fratelli che è struggente al massimo, grazie anche alle interpretazioni di Casey Affleck e di Christian Bale, due attori in stato di grazia nell'interpretare i fratelli Baze e il cui rapporto, seppur non costante, è il leitmotiv del film e ciò che lo fa funzionare. 


Grande merito va anche alla regia di Scott Cooper che, complice anche l’ambientazione, riesce ad impostare un’atmosfera solitaria e “calda” che fa da contorno ai corpi assenti e feriti dei personaggi, travolti da situazioni più grandi di quanto loro stessi possano sopportare. 
C’è la sofferenza, c’è la redenzione sofferta, c’è il conflitto, c’è tanto di apprezzabile in questo film. 
Ovviamente non è esente da difetti, essendo in certe parti inutilmente lento e mancando forse di una focalizzazione precisa sui personaggi, ma, appunto, Il Fuoco Della Vendetta (o Out Of The Furnace, titolo ben più appropriato e descrittivo) è un film che vive di atmosfere, di facce sudate e smagrite, di cieli neri o uggiosi, di vita vera. 

Voto: 7.5
Consigliato: Sì  

                                    Recensione realizzata da Mauro Pagano

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