giovedì 16 ottobre 2014

Kill Bill Vol.1 [Recensione]


KILL BILL VOL.1 


Forse avrei dovuto recensire sia il primo volume che il secondo in un unico articolo, visto che ormai è palese che si tratti di un film unico ma che per motivi commerciali fu diviso in due parti. Però ormai siamo qua a recensire il primo volume di questo fantastico lavoro di Quentin Tarantino. 

Kill Bill Volume 1 racconta le vicende di una donna conosciuta col nome di "The Bride", la sposa (Uma Thurman), che subisce una terribile imboscata durante le sue nozze. Tutti gli invitati, suo marito nonché il figlio che ha in grembo vengono brutalmente sterminati. Dopo essersi svegliata da un coma di 4 anni, la donna intende vendicarsi nei confronti dei responsabili del massacro, che sono per altro vecchi compagni di una vita che si è lasciata alle spalle: si tratta infatti dei membri di un gruppo elitario di killer, guidato dal personaggio di spicco di nome Bill (David Carradine), noti come la Deadly Viper Assassination Squad, o DiVAS. 

Ormai lo sanno pure le pietre, Tarantino è un fan sfegatato dello spaghetti western, b-movies, splatter di ogni tipo e film giapponesi sui samurai degli anni 60-70' e solamente un grandissimo regista come lui sarebbe riuscito a creare un mix di tutto questo e fare uscire un film come Kill Bill. Come ormai ci ha già abituato il regista con i suoi film passati (Le Iene, Pulp Fiction, Jackie Brown), egli inserisce di tutto e di più: dal lungo (ben 10 minuti) e drammatico flashback a cartoni animati ai flashback istantanei pieni di rabbia targati Raimi oppure ai magnifici piano-sequenza, indimenticaibile quello all'interno della Casa delle Foglie Blu. Poi cita ogni regista a lui caro, da Sergio Leone (il suo regista preferito) a Peckinpah oppure al già sopracitato Raimi fino ad autocitarsi, come le inquadrature da dentro il bagagliaio o ad esempio il look degli 88 folli che si riallaccia a "Le Iene". E come per il film anche per le musiche c'è un mix di tutto e di più, da Morricone e RZA a "Bang Bang" di Sonny Bono, dalle musiche giapponesi fino al rock'n'roll più puro. Ovviamente il tutto è condito da una forte presenza di violenza e sangue. 


Anche in questo film si metteranno in risalto i due punti forti di Tarantino, la sceneggiatura e la caratterizzazione di personaggi; ogni parola dei dialoghi sembra studiata al minimo dettaglio rendendoli brevi ed emozionanti. Riguardo la caratterizzazione dei personaggi, beh sì, Tarantino caratterizza e descrive alla perfezione ogni singolo personaggio da Buck, l’infermiere dell’ospedale, fino a, ovviamente, La Sposa.
Da non dimenticare anche tutti gli attori che hanno preso parte al film, in particolare la magnifica Uma Thurman, che aveva lavorato con Quentin in Pulp Fiction, i cui gli venne affidato un ruolo estremamente complicato dove si doveva passare da scene drammatiche fino a spietati omicidi. 

Ora, arrivati ormai alla conclusione di questa recensione, posso dire che Kill Bill ha diviso in due il pubblico. C'è chi l'ha adorato alla follia fino a considerarlo un capolavoro e chi l'ha considerato un film pieno di eccessi, confusionario e con una trama che non sta né in cielo né in terra. Io sto in mezzo, non considero di certo Kill Bill un capolavoro (parer mio l'unico capolavoro di Tarantino è "Le Iene") né un brutto film, anzi. Quindi in conclusione: 


Voto: 8
Consigliato: Sì

                                     Recensione realizzata da Conrad Lamm

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