martedì 11 febbraio 2014

Prisoners [Recensione]

Prisoners

Nel 2013, il regista Canadese Denis Villeneuve dirige il suo quinto film, il primo “hollywoodiano” in un certo senso, con un cast di spessore ed un budget medio-alto. Si tratta di Prisoners, thriller psicologico che vede come protagonisti Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal, Maria Bello, Terrence Howard e Viola Davis.


Nella (apparentemente) tranquilla provincia americana due bambine di sei e sette anni, Anna ed Eliza, escono a giocare insieme e svaniscono senza lasciare traccia. I genitori, fra di loro amici, reagiscono nei modi più disparati (e disperati): Keller, il padre della piccola Anna, comincia una caccia all'uomo senza esclusione di colpi, mentre sua moglie Grace si imbottisce di psicofarmaci per attutire il dolore e lo sgomento; Franklin, il padre di Eliza, cerca di non farsi travolgere dalla sete di giustizia di Keller, la moglie Nancy invece pare disposta ad appoggiarne i modi estremi. 
Il detective Loki avvia le sue indagini fra intoppi burocratici e depistaggi, e comincia a chiedersi di chi sospettare, dato che anche il comportamento di Keller si fa sempre più equivoco. E la cittadina di provincia rivela di avere più scheletri in cantina (letteralmente) di quanto si potesse immaginare.



Iniziamo subito col dire che il film non è assolutamente di facile visione, anzi, molto spesso durante la visione vi capiterà di chiedervi se ciò che state vedendo è un capolavoro o uno scialbo thriller. Una cosa è certa, è girato e fotografato da dio, ma l’inizio molto lento e il tempo che ci impiega la vicenda ad ingranare vi lasceranno un po’ col malcontento.
Però, una volta entrati nell’atmosfera bieca che si nasconde sotto la cittadina americana apparentemente ridente e tranquilla (situazione molto Lynchiana), il vortice di eventi ed il susseguirsi di colpi di scena, realizzati mantenendo comunque un andamento quieto e riflessivo, non possono fare a meno di catturare l’attenzione dello spettatore, che incredibilmente si ritroverà ad essere in sinergia con il malinconico Keller, interpretato da uno Hugh Jackman che sempre di più si sta rivelando un ottimo attore, e con il detective Loki, magistralmente interpretato da un Jake Gyllenhaal qui alla sua miglior prova in quanto ad intensità e profondità.




Voto: 7.5
Consigliato: Sì


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