mercoledì 14 maggio 2014

Tim Roth [Speciale]


Oggi si festeggia il compleanno di uno degli attori feticcio di Quentin Tarantino (il che la dice lunga sulla sua bravura), nonché uno di quelli di cui riconoscete la faccia, ma mai il nome, purtroppo. Il suo nome è Timothy Simon Smith o, se preferite, Tim Roth. Nella sua carriera ha preso parte a molti film importantissimi, ma anche in quelli bruttini o mediocri ha dato il meglio di sé, rendendoli quantomeno guardabili. Qui a seguire vi illustrerò una personalissima classifica delle sue migliori interpretazioni. 


1. Le Iene 

Beh, non credo ci sia molto altro da aggiungere, il titolo dovrebbe parlare già per sé no? Al primo colpo il sodalizio Tarantino-Roth non sbaglia un colpo, specialmente grazie a quest’ultimo. La sua interpretazione è un valore aggiunto al film già fantastico, dato che riesce a dare al suo personaggio (che probabilmente è il più importante e chiave di tutta la lettura della pellicola) quel connotato ambiguo e cangiante che lo script prevede, costituendo nel rapporto di profonda solidarietà ed amicizia tra il suo Mr.Orange e il Mr.White di Harvey Keitel la spina dorsale della pellicola, per poi portare ad un finale ambiguo ma ugualmente triste e tragico. Ah, manco a dirlo, dato che la sua performance è stata straordinaria oltre ogni limite, non ha ricevuto neanche un premio. 


2. Rob Roy 

In questo film del 1995, diretto da Michael Caton-Jones (il mostro che ci ha propinato Basic Instinct 2), basato sulla figura storica rappresentante il “Robin Hood scozzese”, Robert Roy McGregor (Liam Neeson), Tim interpreta il cattivissimo e subdolo Archibald Cunningham, antagonista della situazione. 
Il ruolo calza a pennello, e il pubblico e la critica finalmente riescono a riconoscerlo. E’ il film che lo fa “sfondare” ad Hollywood, e gli procura un BAFTA e una nomination agli Academy e ai Golden Globes. Roth è semplicemente agghiacciante, risultando inquietante anche quando parla normalmente, probabilmente a causa dello sguardo vitreo che caratterizza il volto di Cunningham, capo despota e psicopatico. E’ protagonista anche di uno dei migliori duelli di spada finali di sempre, ingaggiando un testa a testa con Liam Neeson che difficilmente si può dimenticare.


3. Pulp Fiction 

Scelta scontata, come Le Iene, ma davvero è impossibile tralasciare pezzi di storia del cinema come questi. Chiunque conosce Pulp Fiction, quindi saltiamo i convenevoli e passiamo subito alla performance di Roth che, seppur relegata in pochissimi minuti, è il punto centrale di molti momenti memorabili del film. La rapina iniziale, il finale lasciano trasparire la psicologia apparentemente superficiale ma in realtà profondissima del suo personaggio Zucchino, uomo disperato, in realtà solo nonostante abbia una compagna e complice (possibilmente ancora più sola e complessata di lui), che cerca di dimostrare sempre qualcosa a qualcuno, forse per sentirsi forte, oppure per cercare empatia e compassione? L’enigmatica performance di Tim lascia spazio a questi dubbi, tracciando la parabola discendente di questo uomo misero. 


Articolo realizzato da Mauro Pagano


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