Avviso al lettore: Per arrivare alla simbolica cifra di 10 titoli, alcuni dei qui presenti nella lista potrebbero non essere diretti dal signor Tarantino, ma pur sempre sceneggiati da lui. In ogni caso Buonsalve fanzi e buona lettura!
1) Le Iene
2) Pulp Fiction
3) Kill Bill Vol.2
4) Kill Bill Vol.1
5) Bastardi Senza Gloria
6) Jackie Brown
7) Django Unchained
8) Una Vita Al Massimo
9) Il Compleanno Del Mio Migliore Amico
10) Grindhouse: A Prova Di Morte
Le Iene
Grandioso gangster movie in salsa pulp. Uno dei migliori modi per esordire nella scena del cinema. Questo film ha le componenti di una buona opera: un super cast (tra cui spiccano Harvey Keitel, Michael Madsen e Steve Buscemi), una grandiosa sceneggiatura originale che ci regala personaggi variegati e dialoghi indimenticabili, e una regia brillante. In alcuni momenti gestito come se fosse un pezzo teatrale, in altri vediamo incursioni di violenza pulp, e in altre vediamo sequenze quasi da film action. A tutto questo si aggiunge una trama avvincente, raccontata tramite un intreccio ricco di salti temporali che riesce ad approfondire abbastanza ogni personaggio della storia.
Per ulteriori miei sproloqui sul film: Le Iene
Pulp Fiction
Tarantino riprende alcuni elementi de Le Iene, da altri se ne discosta radicalmente. Abbiamo anche qui una sequenza tutt’altro che lineare, una sceneggiatura che stavolta esaspera quella vena surreale de “Le Iene”, dirigendosi su una linea più demenziale e parodica, anche la violenza viene esaltata maggiormente.
Da un lato abbiamo un film ben più vario e complesso del precedente, dall’altro una diversa cura dei personaggi, che in Pulp Fiction sono ancora più sopra le righe e meno complessi.
La regia invece è più pulita, cast ancora una volta immenso.
Kill Bill Vol.2
Il ritmo incalzante del primo volume cessa quasi del tutto, e ci troviamo di fronte a uno Spaghetti Western con guizzi di arti marziali. Per il resto tipico film Tarantiniano, memorabili dialoghi tra cui quello più famoso, sulla filosofia di Superman, grandi personaggi, interpretazioni più che pregevoli da parte di Carradine e Madsen. La regia di Tarantino diventa ancora più accurata e si nota una certa vesatilità nel presentare situazioni di diverso tipo. Non manca lo humour spinto dalle tinte demenziali fuori dagli schemi.
Top 10 realizzata da Fabio Osvaldo Carta
NOTA: Questa top è basata prettamente su gusti personali, non si cerca di dispensare la verità assoluta quindi, in poche parole, ogni critica sulle posizioni a seguire sarà quantomeno vana (se non stupida).
Dedicato a: Il Fan Medio Di Quentin Tarantino Che Santifica e Osanna Ogni parola o Respiro Che Quest’Ultimo Proferisce.
1) Le Iene
2) Jackie Brown
3) Pulp Fiction
4) Kill Bill Vol.1
5) Kill Bill Vol.2
6) Django Unchained
7) Una Vita Al Massimo
8) Death Proof
9) Bastardi Senza Gloria
10) Dal Tramonto All’Alba
LE IENE
E’ il 1992 quando al Sundance, Festival universalmente riconosciuto e mirato a valorizzare nuovi talenti e produzioni indipendenti, avviene qualcosa riconducibile ad una vera e propria rivoluzione.
Un 29enne Americano di Knoxville, Tennessee presenta lì infatti la sua opera prima, Reservoir Dogs (qui in Italia dapprima tradotto abominevolmente come Cani Da Rapina, poi corretto in un più decoroso “Le Iene”). La reazione del pubblico dopo i semplici 90 minuti è variegata. Da una parte la classica fazione degli scandalizzati detrattori, che basano le loro stroncature su argomenti poco fondati quali “la violenza eccessiva” “il turpiloquio onnipresente”, dall’altra gli entusiasti estasiati dalla pellicola, tra i quali Michele Soavi, ovvero il regista di “Deliria” e “La Chiesa”. A distanza di ventidue anni, siamo portati a dare ragione a Soavi.
Il film è semplicemente sorprendente in tutto e per tutto, a partire dal cast eccezionale e davvero mai sottotono, fino alla regia ancora acerba ma incredibilmente astuta e a suo modo spettacolare di Tarantino. Ma la vera forza del film, come quasi in tutti quelli di Quentin, è la sceneggiatura. Stupisce come l’incredibile quantità di veloci e pungenti dialoghi non stufi mai e non risulti mai ridondante, regalando gran parte delle infinite sequenze memorabili del film (La figa di Madonna, il taglio dell’orecchio, la scelta dei nomi) e riuscendo a costruire una storia che diverte, fa riflettere, e arriva addirittura a commuovere in un bellissimo finale con un retrogusto di Tragedia Greca. A far da tappeto a tutto, una colonna sonora esaltante e azzeccata come poche, con pezzi che proprio grazie al loro uso nel film hanno ritrovato popolarità e sono ormai entrati a far parte del patrimonio culturale mondiale.
Esordio col botto.
JACKIE BROWN
Il film di cui si parlerà ora è quello con la sorte più cattiva tra tutti quelli della filmografia di Quentin. Purtroppo.
Jackie Brown è per certi versi la pellicola più lineare, ordinata o, per modo di dire, semplice di Tarantino, ma dall’altro lato è anche forse il più maturo e il più citazioni sta. Il film è tutto: violento, divertente, carico di suspense, pieno di trovate geniali e sorprendentemente anche dolcissimo e romantico a modo suo. Il cast protagonista, manco a dirlo, è sempre perfetto e stavolta lo è forse ancora di più perché composto da volti poco noti o star sul viale del tramonto, vantando un’immensa Pam Grier, un memorabilissimo De Niro e l’allora misconosciuto Robert Forster, per il suo ruolo in questo film candidato all’Oscar. La psicologia dei personaggi è ben definita e riduttivamente interessante, addirittura straordinaria (vedi gli sproloqui di Samuel L. Jackson) e la regia e lo script costruiscono mano a mano, in due ore e mezza che passano come un filmino di venti minuti, una tensione incredibile e regala un finale tristissimo e malinconico.
PULP FICTION
Palma D’oro, Miglior Sceneggiatura Originale, e altri 256631556 premi.
Tutto in una botta sola, per Tarantino nel 1994. Fonte di questa cascata di premi? Beh, se proprio ci fosse bisogno di dirlo, Pulp Fiction. Il film lo conoscono tutti, davvero non ricordo persona che non ne abbia quantomeno sentito parlare, ed è tutta una conseguenza di ciò che il film è ed è diventato con gli anni: un capolavoro ed un’icona culturale. I picchi artistici che l’ormai cresciuto ragazzo di Knoxville raggiunge con questo film sono incredibili, e marcano il definitivo punto di rottura tra il cinema di oggi e il cinema prima del ’94. Difatti la pellicola distrugge ogni stereotipo per stabilirne di nuovi come l’assassino sarcastico e virtuoso nei discorsi deliranti e con un modo di fare decisamente fuori dagli schemi. Insomma, esiste ed esisterà per sempre un pre e un post-Pulp Fiction, che piaccia o no. Personalmente, ne sono contentissimo e continuo a non capire i detrattori di questa pellicola su cosa si basino, perché Pulp Fiction è un film quasi perfetto, tutto è al momento giusto e al posto giusto, girato come si deve e recitato meglio, molto citazionista ma non troppo, originale e mai noioso e banale. Certo, gli si deve anche la colpa di aver generato un sacco di tentativi più o meno (molto meno) riusciti di imitazione che spesso sono finiti in tragedia (Boondock Saints), mentre altre volte sono riusciti a trovare qualcosa di loro da dire (Slevin – Patto Criminale), ma questa è un’altra storia.
E non mi si venga a dire poi che Tarantino non è un genio, un genio nella sua immensa furbizia.






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