sabato 5 aprile 2014

Top 10 Leonardo DiCaprio Performances


1) The Aviator 
2) The Wolf Of Wall Street 
3) Shutter Island 
4) The Departed
5) Django Unchained
6) Blood Diamond 
7) J. Edgar
8) Inception
9) Prova a Prendermi
10) Gangs Of New York

In maniera abbastanza scontata, il podio è occupato interamente da film che presentano il binomio Di Caprio-Scorsese nei crediti, ma non credo ciò si possa evitare, data l’altissimo tasso di magnificenza delle collaborazioni tra il regista italoamericano e il giovanotto classe 1974 proveniente da Los Angeles. 


The Aviator

Come molte pellicole di stampo biografico con protagonisti esponenti dell’industria cinematografica ci hanno insegnato, quest’ultima non è proprio un posto per persone sane di mente, anzi. La storia di Howard Hughes (produttore tra l’altro del primo Scarface, 1932) è una classica parabola dell’uomo che tutto pretende e che tutto (o quasi) ha, fino a quando ciò che possiede non gli si ritorce contro, complici i deliri di onnipotenza che ogni essere umano attraversa tutte le volte che anche solo un minimo di potere (sia esso finanziario o di qualunque altro tipo) gli passa tra le mani. Ma The Aviator fa questo e altro, racconta l’umanità che si cela in un “tiranno” come Hughes. Un tiranno che ha tic, debolezze, passioni e insicurezze, che non riesce a trovare un vero punto di riferimento tra le mille persone che lo circondano, per poi ritrovarsi solo a passare mesi chiuso in una sala di proiezione privata, a cercare la perfezione in una pellicola, perfezione che mai ha avuto e mai avrà nella sua vita.
Il ritratto di Di Caprio di quest’anima fiera e affranta merita visioni su visioni, per apprezzare ogni volta nuove sfumature e sfaccettature di quest’incredibile performance che sprigiona rabbia, sarcasmo, tristezza, sfrontatezza, caparbietà tutte in una volta e lascia lo spettatore atterrito e, alla fine del film, incredibilmente commosso e scosso dentro. 


The Wolf of Wall Street

Nuovo decennio, ma il succo non cambia. 

Evidentemente Di Caprio ha preso gusto ad interpretare “finti vincenti” e Scorsese a raccontarli. Come dicevamo, il succo non cambia, e neanche la grandiosità della riuscita. 
In un setting temporale degli anni ’80, vediamo un ringiovanito Leo muoversi nei panni di Jordan Belfort, yuppie rampante della New York bene, con un unico e solo obiettivo: Wall Street. Riuscito a raggiungerla dopo una scalata estenuante e fatta di furbizia e sporchi trucchetti, per Belfort inizierà una spirale di eccessi e sregolatezze che lo porteranno sempre più in basso in quanto a dignità e affetti personali.
La bellezza di questo film, e di quest’interpretazione più specificamente, sta proprio nella componente caricaturale che la contraddistingue. Il protagonista, in origine un ragazzo di sani principi, con una moglie, una famiglia e ben intenzionato, esposto al primo spiraglio di soldi e potere facile che gli viene concesso perde completamente la testa, e a quel punto non può che diventare una caricatura di sé stesso. L’uomo non sa ma vorrebbe gestire il potere, e questo l’interpretazione di Leo lo fa afferrare sin dal primo minuto. Si ha sempre la sensazione che questo sfrontato ragazzo che naviga tra soldi, droghe pesanti, puttane e barche lussuriose non sia esattamente al suo posto. Belfort è un uomo che ostenta per nascondere, presenta ricchezza e sicurezza all’esterno, ma dentro è un uomo fragile e sfinito, assume droghe fino a diventarne quasi immune, ma, come lui stesso spiega, lo fa per “tirare avanti”. 
Stesso discorso per l’interpretazione in sé: apparentemente istrionica ed esagerata, è in realtà forse tra le più personali di Di Caprio, che in questo film mette anima e corpo come in una sorta di sfida, uscendone vincitore, a prescindere da qualsiasi statuetta pelata laccata in oro. 


Shutter Island 

Nel 2009 Scorsese torna a collaborare con Leonardo dopo tre anni d’assenza, e lo fa con questo thriller dalle forti tinte hitchcockiane. 

Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio) e il suo nuovo partner Chuck Aule (Mark Ruffalo) vengono convocati a Shutter Island per indagare sull'inverosimile scomparsa di una pluriomicida che sarebbe riuscita a fuggire da una cella blindata dell'impenetrabile ospedale di Ashecliffe. Circondati da psichiatri inquisitori e da pazienti psicopatici e pericolosi confinati sull'isola remota e battuta dal vento, i due poliziotti si trovano immersi in un'atmosfera imprevedibile dove nulla è come appare. Con un uragano in arrivo, le indagini procedono velocemente: man mano che la tempesta si avvicina, i sospetti ed i misteri si moltiplicano e diventano sempre più terrorizzanti e terrificanti con l'emergere di oscuri complotti, sordidi esperimenti medici, lavaggi del cervello, reparti segreti, e un accenno a eventi soprannaturali. Muovendosi tra le ombre dell'ospedale e perseguitato dalle nefande imprese commesse dai suoi sfuggenti inquilini e dai programmi oscuri dei geniali medici, Teddy comincia a rendersi conto che più andrà a fondo nell'indagine e più sarà costretto a confrontarsi con alcune delle sue paure più profonde e devastanti. E capirà anche che rischia di non uscire vivo dall'isola.
Per il film, Scorsese sceglie un’atmosfera classica da mistery movie con tinte noir, capitanate dal tipico detective anti-eroe e solitario (nella prima parte), che viene però parzialmente sovvertito e “innalzato” a nuovi picchi artistici dall’interpretazione di Leo, che dà qui una delle sue performance più controllate e introspettive, complici anche le formidabili battute che gli vengono affidate ( “ Cosa sarebbe peggio, vivere da mostro o morire da uomo per bene?” ) e il background del suo personaggio che gli permette di mostrare la vastissima gamma di emotività ed espressioni che fanno parte del suo repertorio. 
Anche questo è un personaggio sconfitto, che non ha ormai più nulla su cui fare affidamento se non il suo lavoro (ma non sarà così neanche in questo caso…) e i pochi, brutti, ricordi che della sua vita precedente gli rimangono. 


Top 10 realizzata da Mauro Pagano


1. The Aviator 
2. Shutter Island 
3. The Wolf of Wall Street 
4. The Departed – Il bene e il male 
5. Django Unchained 
6. Inception 
7. Blood Diamond – Diamanti di sangue 
8. J.Edgar 
9. Gangs of New York 
10. Buon Compleanno Mr.Grape 


The Aviator 

Ho già parlato ampiamente del personaggio di Howard Hughes in questa mia personale recensione che vi invito a leggere: The Aviator 


Shutter Island 

In questo film del 2010 diretto da Martin Scorsese, DiCaprio impersona Teddy Daniels che insieme al suo collega (Mark Ruffalo) si ritrova in un’isola per investigare sulla sparizione di una donna. Una delle prime cose che rimangono nella mente dello spettatore dopo aver visto “Shutter Island” è, sicuramente, la prova del reparto attoriale, in particolare la prestazione di DiCaprio che dopo “The Aviator” e “The Departed” conferma ancora una volta di essere uno dei migliori attori della sua generazione. DiCaprio domina l’intero film rendendo ogni singola inquadratura memorabile e soprattutto riesce a sovrastare grandi attori come Mark Ruffalo e Ben Kingsley, nei panni del dottore John Cawley. 


The Wolf of Wall Street

Spostiamoci ai giorni nostri, sempre con Scorsese e sempre con DiCaprio.

The Wolf of Wall Street è un film del 2014 candidato a ben cinque statuette di cui, purtroppo, zero vinte. Il film racconta le vicende di Jordan Belfort un broker di Wall Street (Leonardo DiCaprio) che ha vissuto ogni singolo momento della sua vita in maniera eccessiva e incontrollata. Non ci sono dubbi, ancora una volta DiCaprio riesce a superare tutto e tutti con questa magistrale interpretazione dove sfodera tutta la sua bravura e riesce a rendere un personaggio apparentemente piatto abbastanza complesso. Insieme ai due film citati sopra, DiCaprio non commette mai un errore e la mimica facciale è semplicemente strabiliante. In questo film è riuscito a mescolare il divertimento che ci ha trasmesso con “Django Unchained” e “Prova a Prendermi” e la profondità emotiva di personaggi come Howard Hughes (The Aviator) o Teddy Daniels (Shutter Island), e forse, proprio per questo motivo quest’anno avrebbe sicuramente meritato l’Oscar che invece è andato a Matthew McCounaghey. 


Top 10 realizzata da Conrad Lamm



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