LA SERIE GANGSTER ITALIANA
Sono fiero di inaugurare questa rubrica parlando di un argomento emozionante come Romanzo Criminale. Solitamente, sono uno di quelli che predilige di gran lunga il linguaggio del cinema a quello della tv. Ciononostante, per una volta, una serie supera il film comprimario, e non di poco.
Tratta dall’omonimo romanzo di Giancarlo DeCataldo e diretta da Stefano Sollima, la serie si sviluppa in due stagioni, per un complessivo di ventidue puntate, 55 min. per episodio. Ambientata nella Roma tra il 1977 e il 1990, Romanzo Criminale affronta in maniera appunto molto libera e romanzata le origini, l’ascesa e il declino della banda della Magliana, alternando il punto di vista dei banditi a quello delle forze dell’ordine.
Dunque, quali sono i punti di forza di Romanzo Criminale?
Primo tra tutti, i personaggi. La maggior parte dei brutti ceffi che portano avanti la vicenda gangster, apparentemente sembrerebbero degli individui archetipici, ognuno manifestante una singola caratteristica parecchio accentuata, se non addirittura caricata. Tuttavia, dentro di loro c’è sempre qualcosa di più, che certe volte non emerge subito, ma con il tempo contribuisce ad offrirgli uno spessore ben più ampio dell’apparente. La codardia che si cela dietro al vanesio e arrogante, l’affetto e la fedeltà di un compagno feroce, i sentimenti soppressi nell’apparente freddezza. Insomma, questa serie ci offre dei personaggi parecchio dinamici, in continua evoluzione al passo con la vicenda, e poi di un carisma veramente elevato, in parte anche grazie ad interpreti veramente validi come Alessandro Roja (Dandi) e Andrea Sartoretti (Bufalo), non a caso presi come esempio, in quanto personalmente ritengo che in entrambe le stagioni, le prove migliori siano state le loro.
Un altro aspetto veramente vincente in Romanzo Criminale non può che essere l’ambientazione, che cala l’intreccio narrativo negli anni ’70 e ’80 ottimamente ricreati, e nella storia romanzata della banda non è raro che si intreccino eventi di cronaca, sempre inseriti con intelligenza.
Cos’altro caratterizza questa serie tv? Senz’altro una discreta dose di violenza pulp, molto legata all’esempio Scorsesiano di “Goodfellas” (di cui non mancano innumerevoli riferimenti), un’atmosfera che sprizza Gangster all’americana da tutti i pori (oscillando da Scorsese al primissimo Tarantino), insieme a tanti momenti in cui si strizza l’occhio a emozioni più positive, come lo spirito d’appartenenza ad un gruppo, la fratellanza e infine l’amicizia, tema portante di tutta la serie, momenti che possono manifestarsi con una partitella in spiaggia come con un piatto di rigatoni davanti alla tomba del tuo migliore amico.
Naturalmente, come in ogni serie che si rispetti, ci sono anche le sottotrame rosa, che in questo caso rappresentano uno dei punti deboli forse di Romanzo Criminale, non tanto per la loro effettiva esistenza, quanto per la banalità di alcune situazioni fin troppo da Cliché (Non manca il classico triangolo Gangster-Donna-Sbirro).
Per il resto, Romanzo Criminale si può descrivere come una serie avvincente, a tratti divertente, a tratti adrenalinica, con picchi di epicità intervallati da attimi di sentimento. In tutto questo contesto viene raccontata una storia romanzata ma verosimile, seppure in certi momenti caricata, una storia quasi Scorsesiana, soprattutto per un altro dei temi importantissimi della serie, ovvero la vita reale del criminale organizzato, una vita in cui uno può salire più in alto che vuole, ma alla resa dei conti cadrà sempre nel punto più basso, una storia di sogni e deliri, di disillusioni e fallimenti.
Voto: 8.5
Consigliata: Sì
Recensione realizzata da Fabio Osvaldo Carta


Grande recensione! Bravo :)
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