martedì 9 settembre 2014

Prison Break [Recensione]



PRISON BREAK


Lincoln Burrows (Dominic Purcell) viene ingiustamente accusato del omicidio del fratello del vice presidente degli USA, viene dichiarato colpevole e condannato alla pena di morte sulla sedia elettrica, in attesa della sua esecuzione viene rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Fox River. Avvicinandosi il giorno dell’esecuzione Michael Scofield (Wentworth Miller), brillante ingegnere edile, fratello di Lincoln, rapina una banca, viene arrestato e al suo processo si dichiara colpevole, li viene inflitta una condanna a 5 anni, Scofield non protesta ma chiede di poter scontare la sua pena nel carcere più vicino a casa…Fox River. Una volta in carcere scopriamo che Michael ha ideato un’elaboratissimo piano per far evadere suo fratello, farsi arrestare era solo il primo passo del suo piano di fuga. Ovviamente, nulla sembrerà andare per il verso giusto, a tutto ciò fa da sfondo la cospirazione fanta-politica, nella quale i due fratelli, loro malgrado, si sono ritrovati.


Oggi parliamo di Prison Break, una serie tv ormai definita cult ispirata ad un altro cult del cinema, Fuga Da Alcatraz. Però, se un amico, un parente o chicchessia mi chiedesse un consiglio per una serie tv ambientata in un penitenziario, punterei tutto su Oz che ancora non ho finito di vedere ma per quel che ho visto fin ora si sta rivelando molto più cruda, violenta e realistica rispetto a Prison Break. Poi al secondo posto verrebbe subito Prison Break, che all'inizio potrebbe leggermente ingannarvi visto che le prime tre o quattro puntate, personalmente, mi sono sembrate abbastanza lente e noiose tant'è vero che volevo già subito scartarla e passare ad altro, fortunatamente cambiai idea e decisi di proseguirla. La serie si divide in quattro stagioni, si parte da una prima stagione insuperabile per poi scadere sempre di più man mano che ci si avvicini al finale, però questo non toglie che tutte e quattro le stagioni nel bene e nel male mi sono abbastanza piaciute. 


Ma cos'è che regge veramente questa serie tv? 

Tolto l'effetto novità alla prima stagione, nelle seguenti si lascia spazio alla caratterizzazione più assoluta dei personaggi e ci sono pure riusciti in modo sublime. 

Michael Scofield, interpretato da Wentwort Miller è decisamente la mente più brillante del gruppo ma forse anche il personaggio più combattuto visto che alla fine lui non è una cattiva persona ma si ritroverà difronte a due scelte: agire in modo sbagliato per una buona causa oppure arrendersi e subire tutte le ingiustizie, inutile dire quale delle due sceglierà. 

Lincoln Burrows, interpretato da Dominic Purcell. Il fratello di Scofield, condannato alla sedia elettrica per l'assassinio del fratello del vicepresidente degli Stati Uniti. Nonostante la sua innocenza aveva già molti precedenti come aggressione o possesso di droga. Il duro del gruppo. 

Sara Tancredi, interpretata da Sarah Wayne Callies. Lavora nell'infemeria di Fox River e già dopo qualche episodio si prenderà una cotta per Michael che sicuramente la porterà a fare cose che non avrebbe mai pensato di esserne capace. 

Fernando Sucre, interpretato da Amaury Nolasco Garrido. Compagno di cella di Michael, forse il suo vero e unico amico in quell'inferno, per tutta la serie cercherà di aiutarlo in qualsiasi modo. 


Theodore “T-Bag” Bagwell, interpretato da Robert Lyle Knepper. Senza alcun dubbio il mio personaggio preferito, nonostante fosse il più odiato della serie. Un uomo senza scrupoli, che non si crea problemi a stuprare donne, uomini o bambini, non si crea problemi ad uccidere, a rubare ed ingannare. Infatti durante il corso della serie creerà un bel po' di problemi a Scofield e alla sua banda. 

Alexander Mahone, interpretato da William Edward Fichtner. Forse l'unico personaggio che riesce a tenere testa a Michael, di un'intelligenza unica, infatti viene assunto dalla Compagnia per eliminare la banda di Scofield. 

Ed eccoci giunti al finale, un finale perfetto quanto inaspettato devo dire, un finale sicuramente triste che vi lascerà un sapore amaro in bocca. Come detto già all'inizio non considero Prison Break un capolavoro della televisione, come fanno molti, perché ad esempio Oz per il momento sta tre spanne sopra e sono solamente alla quarta stagione; non un capolavoro ma sicuramente una serie tv validissima degna di almeno una visione. 


Voto: 8--
Consigliata: Sì

                                    Recensione realizzata da Conrad Lamm

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