THE AMAZING SPIDERMAN 2 - IL POTERE DI ELECTRO
Peter Parker (Andrew Garfield) è in difficoltà: è diviso tra combattere i malvagi e i criminali indossando i panni di Spider-man e passare del tempo con Gwen (Emma Stone), la ragazza che ama. In più il raggiungimento dell'agognato diploma di scuola superiore sembra non arrivare mai. Anche se non ha dimenticato la promessa fatta al padre di Gwen, che gli ha chiesto di stare lontano da sua figlia per non esporla a pericoli, Peter non è riuscito a mantenerla. Le cose cambieranno quando, con la comparsa del nuovo nemico Electro (Jamie Foxx) e con il ritorno del vecchio amico Harry osborn (Dane DeHann), scoprirà nuovi indizi sul proprio passato.
Nel 2012, quando uscì il reboot della saga dell'Uomo Ragnatela diretto dal videoclipparo (nel senso più dispregiativo del termine) Marc Webb, i dubbi del pubblico sulla riuscita di una simile operazione così rischiosa e così sfacciatamente commerciale erano legittimamente molti, complice la poca distanza tra l'ultimo capitolo della prima saga (2007) e il nuovo cinecomic, o forse chissà, perché Webb non è mica Raimi.
A dispetto di ogni connotato autoriale, il risultato finale diede ragione ai "moviegoers" più scettici, dato che se The Amazing Spiderman non è definibile merda pura, ci si avvicina e anche di molto. Alla luce di questa nefasta esperienza, chiunque uscì dal cinema col biglietto stracciato per la rabbia con su scritto "The Amazing Spiderman" sperò di non vedere più il nome di Webb associato ad una pellicola di Spiderman, o meglio ancora non vedere il suo nome associato a nessun tipo di pellicola. E invece ecco arrivare puntuale come la peggiore delle influenze in tempo invernale, The Amazing Spiderman 2.
Ora, prenderei ad uno ad uno tutti i detrattori dell'interpretazione del sì scarsissimo Tobey Maguire, e li sottoporrei alla visione della durata di 2h e 22 del signor Andrew Garfirld che si diletta a fare smorfie, smorfiacce e faccine tristi, quasi abbia ingaggiato una gara con sé stesso in cui deve riuscire a spingersi oltre il limite del ridicolo ogni volta di più. Sull'altra parte del cast non c'è molto da segnalare se non la desolante, ormai triste faccia spaesata di Sally Hawkins che nel giro di 16 anni o giù di lì è passata dal monologo della scatola dei cioccolatini in Forrest Gump al monologo della scatola delle foto di Gwen Stacy (tra l'altro di una superficialità ed empietà disarmante).
Poi passano alcuni minuti dall'inizio del film e ci troviamo davanti Paul Giamatti in veste di un presunto supercattivo che parla un russo caricaturale che quasi quasi fa rimpiangere un villain qualsiasi di una qualsiasi striscia di Nick Carter, e ci ricordiamo che al peggio non c'è mai fine. Personaggi puramente di passaggio intasano lo schermo di minuto in minuto (Dottor Kafka? SUL SERIO?), e in quest'ultima categoria rientra tranquillamente colui che dovrebbe essere il vero cattivone della situazione, Green Goblin. Un notevole spreco, se si pensa che ad interpretarlo è Daan DeHaan che alla fine non sarebbe neanche male, se non fosse costretto a pronunciare frasi di dialoghi imbarazzanti ed infantili.
Perché è questo che TAS2 è, un film infantile.
Fatto male, malissimo. Si potrebbe parlare dell'indescrivibile idiozia del personaggio di Electro, ma credo che le scene in cui si fa gli auguri da solo allo specchio e quella in cui cade (nella maniera più stupida di sempre) all'interno della vasca elettrizzata che lo trasforma in electro, siano abbastanza eloquenti.
La sceneggiatura da Teen Rom-Com di 128esima categoria strappa via gli ultimi brandelli di credibilità che il film avrebbe potuto conservare, e sono esposti al pubblico (ci sono anche dei bambini che guardano, maledizione Webb, DEI BAMBINI) scambi di battute tra Gwen Stacy e Peter Parker dello spessore psicologico di: "Tu hai un sorriso bellissimo!" "No, tu!" "Ho detto nooo, tuu!! Ihihi!!" Dato il budget (250 mln di dollari, che basterebbero per comprare 20 case di produzione indipendenti per farle risalire all'attenzione che meritano) ci si sarebbe aspettata una CGI quantomeno decente, ma invece nulla, non c'e mai stato niente di più plastificato degli effetti speciali di questo film.
Vedo gente (ciccioni brufolosi che nascondono la propria vita sociale tra un volume di fumetti più o meno numeroso, alla fine) dichiarare l'evidente superiorità di questo film rispetto ad ogni altro realizzato su Spidey poiché "Fedele al fumetto", ciò non fa altro che dare adito all'opinione fortunatamente sempre più diffusa che un cinefumetto dovrebbe sempre differire e spingersi oltre al materiale originale fin quanto può, se essere fedeli al fumetto vuol dire dar vita a film simili, la morte del cinema.
Voto: 0/10
Consigliato: Tra le righe della recensione, se leggete con particolare attenzione, c'è scritto un N O grande quanto una casa.
Recensione realizzata da Mauro Pagano



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